Noi e l'endometriosi

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Hilary Mantel sin da piccola ha sofferto di endometriosi, che medici incompetenti per lungo tempo non sono riusciti a diagnosticare, citando non meglio identificate cause psicologiche e imbottendola di psicofarmaci che l’hanno portata sull’orlo della follia.

Una volta diagnosticata la malattia, la scrittrice ha iniziato un calvario di asportazioni chirugiche e cure ormonali che l’hanno resa sterile, obesa e con un difficile equilibrio e il tunnel da percorrere di una malattia che la negligenza dei medici ha trasformato in invalidità

I fantasmi di cui parla nella sua autobiografia non sono metaforici ma veri e alla loro schiera appartengono il fantasma della figlia mai nata, i bambini in potenza che l’autrice si vede ormai per sempre negati, oltre a quelli della madre e del patrigno che, quando era bambina, avevano iniziato a vivere insieme in casa con lei e con suo padre.

«Ci arrivi a un certo punto, a metà della vita. Non sai nemmeno che strada hai fatto, ma all’improvviso stai guardando in faccia i tuoi cinquant’anni. Quando ti volti indietro, intravedi con la coda dell’occhio i fantasmi di altre vite che avresti potuto fare».

E giunta a quel punto Hilary Mantel, nove romanzi al suo attivo, una carriera e un talento ormai riconosciuti, decide di onorare quei fantasmi, riaprire i cassetti in cui si sono annidati, rispolverare i testi da cui hanno parlato, rievocarne gli odori e i colori.


Nei Fantasmi della mia vita la Mantel mostra le sue ferite non per fare pieta’,ma per esprimere la sua rabbia.

Il tono non è mai quello dell’autocommiserazione, tutt’altro:

Non so bene come fare a scrivere di me. Se adotto uno stile sembra che quello subito si ripudi da solo, prima ancora di arrivare alla fine di una frase.
Allora penso, basta, scrivo come viene. Allargo le braccia e dico,
c’est moi, tanto vale abituarsi. Darò fiducia al lettore. È questo che raccomando sempre a chi mi chiede consigli per farsi pubblicare. Da’ fiducia al lettore, smettila di imboccarlo, di trattarlo con paternalismo, riconoscigli un’intelligenza almeno pari alla tua, e piantala con tutte quelle schifose smancerie: ehi tu, là in fondo, la vogliamo finire con i trucchi? Semplici parole su un semplice foglio di carta. Ricordati l’insegnamento di Orwell, una buona pagina di prosa è come una lastra di vetro. Sforzati di affilare la memoria, di scortecciare la sensibilità. Taglia ogni pagina che scrivi di almeno un terzo. Basta con le tue futili piccole metafore. Prova a capire quel che vorresti dire. Poi dillo nel modo più forte e più immediato possibile. Mangia carne. Bevi sangue. Rinuncia alla vita sociale e non pensare di poter avere degli amici. Alzati nel silenzio della notte, pungiti un dito, e usa il sangue come inchiostro: non c’è miglior cura contro le lungaggini!

Ma io poi li seguo i miei consigli? Manco per niente. Lungaggine è il mio nom de guerre. (Evita i prestiti da altre lingue, è da snob).”

Breve biografia


Hilary Mantel e’ una scrittrice inglese,autrice di 9 famosi libri.
E’ nata nel Derbyshire nel 1952.
Ha ricevuto la sua prima educazione in un convento e piu’ tardi ha studiato giurisprudenza.
Dopo l’universita’ ha lavorato come assistente sociale in un ospedale geriatrico e molto piu’ tardi ha usato la sua esperienza per scrivere i suoi libri.
Si e’ sposata a 20 anni e nel 1977 e’ andata a vivere con il marito nel Botswana.
Nel 1982 si e’ poi trasferita in Arabia Saudita.

Nel frattempo le e’ stata diagnosticata l’endometriosi,ha intrapreso trattamenti ormonali e ha subito una isterectomia.
Il suo primo libro e’ stato pubblicato nel 1985.
E’ ritornata nel Regno Unito nel 1986. Ha vinto molti premi importanti come scrittrice.

Da :

http://qn.quotidiano.net/salute/2007/10/26/43748-nuove_speranze_mamme.shtml#

Nuove speranze per le neo mamme:
arriva la ‘In Vitro Maturation’

Gli ovuli vengono prelevati quando sono ad uno stadio ancora immaturo e cresciuti per un periodo che va dalle 24 fino alle 48 ore in laboratorio. Successivamente vengono fertilizzati e impiantati nell’utero della donna. Lo scorso 18 ottobre i primi nati con questa nuova tecnica


Londra, 25 ottobre 2007- Potrebbe rappresentare un metodo alternativo, indolore e decisamente più economico dell’inseminazione artificale: è l'”In Vitro Maturation” (IVM). Si tratta di una tecnica messa a punto all’Oxford Fertility Clinic che consiste nel prelevare gli ovuli dalle ovaie della donna quando sono ad uno stadio ancora immaturo. Gli ovuli vengono poi cresciuti per un periodo che va dalle 24 fino alle 48 ore in laboratorio e successivamente vengono fertilizzati e impiantati nell’utero della donna.


La procedura, riporta stamani il quotidiano “Guardian”, permette alle donne di non sottoporsi a trattamenti ormonali, ed ha un costo molto minore rispetto ai metodi tradizionali di inseminazione artificiale in cui le uova vengono prelevate dalle ovaie dopo essere state stimolate dagli ormoni: una tecnica che può causare la sindrome da iperstimolazione ovarica che può portare, nella peggiore delle ipotesi, anche alla morte.
La tecnica IVM permette di risparmiare fino a 1.500 sterline a ciclo (circa 2.250 euro). Il primo caso di IVM riguarda due neonati, un maschio e una femmina, nati lo scorso 18 ottobre nella clinica di Oxford, l’unica autorizzata a usare questa tecnica.
Finora il 25 per cento delle donne che si sono sottoposte al trattamento sono incinte. Per i medici tale percentuale è destinata ad aumentare, ma in ogni caso, eliminare il ciclo ormonale, garantisce meno effetti collaterali alla donna consentendole dunque di ripetere più cicli, assicurano i medici.


Mi capita spesso di vagare per la rete alla ricerca di informazioni utili per il nostro blog e proprio qualche giorno fa ho trovato una interessantissima descrizione di un caso clinico di endometriosi pleurica.

Dovete sapere che l’endometriosi pleurica e’ piuttosto rara .
La pleura e’ la membrana che riveste i polmoni e le pareti toraciche.
Nella foto qui sotto la pleura e’ rappresentata dalla zona colorata in rosso :



Copyright Cancer Research UK 2002
da http://www.cancerhelp.org


Ad occuparsi di endometriosi pleurica e’ stato il Dott. Sergio Perini ,Medico di Medicina Generale, Perfezionato in Agopuntura e Riflessoterapia nonche’ Psicoterapeuta che ha poi descritto il caso pubblicandolo in : M.D. Medicinae Doctor – AnnoXIII,numero 10 10-12 marzo 2006 pagg18-20 con S.Bogetti dal titolo :“Da un pneumotorace spontaneo alla diagnosi di endometriosi pleurica”.
Penso che l’endometriosi pleurica o del polmone sia un po’ lo spauracchio di molte donne affette da endometriosi .
Io per esempio so che esiste,ma mi auguro di non doverci mai fare i conti anche se al minimo dolorino nella parte superiore dell’addome mi dico :

” Ecco ci siamo…e’ arrivata anche qui ! “

Quindi ho creduto di fare cosa gradita facendovi conoscere meglio i sintomi dell’endometriosi pleurica data la scarsita’ di informazioni a riguardo.
Vi riporto pertanto parte dell’articolo in questione che il Dott. Perini

mi concede gentilmente di pubblicare sul blog e inoltre vi lascio il link su cui potete cliccare per leggere l’articolo intero.



Dr Perini Sergio
Tutor di MG
Dssa Bogetti Sandra-
Tirocinante
Corso di Formazione in MG

R. ha 29 anni. Nel febbraio 2002 si presenta in ambulatorio per una forte tosse accompagnata da dolore a livello dell’apice polmonare dx. A seguito di diagnosi di bronchite produttiva si prescrive terapia antibiotica e mucolitica. Dopo 7 giorni R. si ripresenta in ambulatorio con la stessa sintomatologia. A questo punto le viene prescritta una radiografia del torace, che evidenzia uno pneumotorace (PNX) spontaneo. R. viene ricoverata in un reparto chirurgico dove le posizionano un drenaggio pleurico per 4 giorni. Le ipotesi eziologiche vertono per un’origine traumatica o idiopatica essendo la paziente longilinea e sottopeso (h.cm 174-peso Kg 55-BMI 17,96). Per due anni R. sta bene, ma nel maggio del 2004, in concomitanza con il primo giorno del ciclo mestruale, accusa nuovamente la stessa sintomatologia (tosse produttiva e dolore all’apice del polmone dx).

ANAMNESI FISIOLOGICA Non fuma, non beve, non fa uso di droghe. Alimentazione varia, digestione buona. Alvo e diuresi nella norma. Menarca a 12 anni. Dai 17 anni cicli mestruali regolari ma abbondanti, preceduti da dismenorrea.
ANAMNESI REMOTA Nel 1979 (a 5 anni) intervento di tonsillectomia, nel 1997 intervento per alluce valgo, nel 2000 asportazione di cisti ovarica destra, nel 2003 nodulectomia per fibroadenoma nel QSE destro.
ITER DIAGNOSTICO
ANAMNESI: il dato fondamentale è l’insorgenza dello pneumotorace in concomitanza del primo giorno del ciclo mestruale.
E.O.: negativo
Rx torace: PNX spontaneo destro recidivo
Biopsia diaframmatica: tessuto endometriosico
Biopsia apice polmone destro: modificazioni fibro-elastosiche obliterative tipo “apical cap” e con “bleb” sottomesoteliali.
Esami ematochimici: CA 125 patologico (13,7)
La diagnosi verte verso uno pneumotorace da localizzazione polmonare di tessuto endometriosico in paziente con endometriosi ovarica.
TERAPIA
Trattandosi del secondo episodio di PNX dx, dopo il posizionamento di drenaggio pleurico, R. viene trasferita nel reparto di chirurgia toracica per l’indicazione all’intervento di: resezione dell’apice polmonare destro con plicatura del diaframma e abrasione pleurica destra.

Per note e approfondimenti cliccate qui : http://www.sergioperini.it/?p=66


Un ringraziamento speciale al Dott. Perini innanzitutto per aver parlato di endometriosi (cosa non sempre frequente) e per avermi concesso di segnalarvi il suo interessante articolo !

Photobucket

Perche’ non ascoltare un buon mp3 ??? Questo ve lo consiglio sul serio !
Non sara’ il primo in classifica e nemmeno nelle vendite e tanto piu’ nessuno sgomitera’ per cercarlo su EMULE ,ma…………per gli affezionati del genere e’ una vera chicca da custodire !
Sto parlando di una intervista in mp3 fatta alla

Prof.ssa Alessandra Graziottin ,

direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano.
In questa intervista la Prof.ssa spiega chiaramente cosa e’ l’endometriosi e quali sono i sintomi.



© 2007 – Prof. Alessandra Graziottin

A cura di: Angela Pederiva

“ENDOMETRIOSI:QUANDO IL DOLORE DEVASTA LA VITA”

BUON ASCOLTO !!!


amiche mie !

Oggi vorrei condividere con voi un articolo che ho trovato qualche giorno fa in rete.
L’articolo e’ tratto dalla rivista MEDICAL HYPOTHESES e,a parer mio, e’ interessante perche’ per la prima volta gli autori ipotizzano che la causa dell’endometriosi possa essere un batterio !

Si’,si’….avete capito bene….!


Per la prima volta e’ stata formulata una
IPOTESI INFETTIVA dell’endometriosi .


Il batterio in questione e’ la SHIGELLA che avrebbe piu’ o meno questa faccia qui :

Copyright © 2004 Dennis Kunkel Microscopy Inc.


Per precisione vi riporto prima la traduzione letterale dell’articolo per la quale ho ricevuto il prezioso aiuto del Dott. M. N., specialista in Microbiologia applicata dell’Università di Messina .
Di seguito, come e’ nel mio stile, troverete la traduzione MEDICHESE/MICROBIOLOGHESE – ITALIANO per le endo-comuni mortali e simili che sempre il Dott. N. ci ha voluto regalare !
Vi omaggio inoltre di foto di SHIGELLA in due diversi momenti della sua vita batterica che invece ho scattato io ad uno dei pelouche di casa mia !

Beh??? Che c’e’ di strano?
Non avete anche voi un pelouche a forma di shigella ? 😦


Pelouche a forma di Shigella
(ora si’…che tutto e’ piu’ chiaro,no?)



Pelouche a forma di Shigella pensierosa sul prato:
Cosa faccio??? Le infetto o non le infetto?
Intanto mi godo questa gitarella sul prato e poi si vedrá



Ed ora veniamo alle cose serie :


Med Hypotheses. 2007 Sep 19

Ruolo di un’infezione di Shigella nell’endometriosi: una nuova ipotesi
Kodati VL, Govindan S, Movva S, Ponnala S, Hasan Q.
Vasavi Hospital, # 6-1-91 Khairtabad, Hyderabad, AP 500004, India.


L’endometriosi è la presenza di cellule endometriali e di stroma in siti ectopici esterni alla cavità uterina. La storia naturale dell’endometriosi è incerta, la sua eziologia sconosciuta, la presentazione clinica inconsistente, la diagnosi difficile e la terapia poco standardizzata. Essa causa dolore pelvico ed infertilità nel 15-25% di donne in età riproduttiva. La malattia benigna causa infiammazione del peritoneo, fibrosi, aderenze e cisti ovariche, ma può presentare caratteristiche di malignità, come neovascolarizzazione, invasione locale e migrazione metastatica. Fattori meccanici, ormonali, immunologici, ambientali e genetici sono stati implicati nella sua eziologia, ma finora hanno dato spiegazioni non esaustive.
Lo studio attuale è stato condotto in campioni di tessuto endometriotico ectopico ed eutopico raccolti durante laporoscopia/laparatomia in soggetti affetti. mRNA è stato isolato dai tessuti e convertito in cDNA mediante trascrizione inversa e successivamente sottoposto a PCR a display differenziale, usando sette set di primer arbitrari.
Un’unica banda di cDNA è stata isolata solo nel tessuto endometriosico ectopico ed è stata sottoposta a sequenziamento. I risultati della ricerca su BLAST hanno rivelato omologia di sequenza con il DNA batterico di Shigella e ciò ci ha portato ad ipotizzare che l’infezione possa giocare un ruolo dell’eziologia dell’endometriosi.Questo e’il primo studio che chiama in causa il ruolo di una infezione batterica nel causare l’endometriosi. E’ noto che Shigella invade la mucosa del colon per via oro-fecale, causando la shigellosi. La patogenesi della shigellosi implica infiammazione, ulcerazioni, emorragia, distruzione tissutale e fibrosi della mucosa del colon, causando dolore addominale e diarrea/dissenteria. La sintomatologia è simile a quella dell’endometriosi che, oltre ad infiammazione, emorragia e distruzione tissutale, determina aderenze fibrotiche del peritoneo pelvico, causando dolori addominali ed infertilità. Shigella, batterio non mobile, invade gli strati profondi della mucosa del colon, spostandosi con meccanismo cell-to-cell,, fino a raggiungere la lamina propria della mucosa.
Noi proponiamo che, tramite lo stesso meccanismo, Shigella attraversi la parete del colon per raggiungerne la superficie esterna peritoneale, che è molto vicina alla superficie posteriore dell’utero nel cavo del Douglas, il luogo più comune in cui si manifesta l’endometriosi iniziale.
Quindi, la nostra ipotesi propone che Shigella, o batteri correlati, possa innescare l’inizio di variazioni immunologiche nel peritoneo pelvico, causando l’endometriosi. Una volta che le cellule endometriali si sono impiantate in siti ectopici, esse sono sostenute da ormoni e da fattori angiogenici. Pertanto, l’”ipotesi infettiva” fornisce una nuova spiegazione per l’eziopatogenesi dell’endometriosi.

(Traduzione a cura del dr. M. N., specialista in Microbiologia applicata, Università di Messina)


TRADUZIONE E COMMENTO MEDICHESE/MICROBIOLOGHESE – ITALIANO PER ENDO-COMUNI MORTALI DELL’ARTICOLO:

Ruolo di un’infezione di Shigella nell’endometriosi: una nuova ipotesi


Una recentissima ricerca, condotta presso il Vasavi Hospital (India) e pubblicata nel settembre 2007 sulla rivista Medical Hypotheses, fornisce una nuova ipotesi sull’insorgenza dell’endometriosi.

L’endometriosi è la presenza di cellule endometriali e di stroma in siti ectopici esterni alla cavità uterina, per cui si ha una proliferazione anormale dell’endometrio in parti del corpo al di fuori dell’utero. Le cause della malattia sono ignote, malgrado numerosi fattori (genetici, ambientali, ormonali) sembrano essere coinvolti, la diagnosi è difficile e le attuali terapie, compresa la chirurgia, raramente portano un effettivo beneficio, che comunque non risulta quasi mai definitivo.
La malattia provoca forti dolori addominali, spesso invalidanti per le normali attività quotidiane, ed è causa di infertilità nel 15-25% delle donne in età riproduttiva. La malattia benigna causa infiammazione del peritoneo, fibrosi, aderenze e cisti ovariche, ma può presentare caratteristiche di malignità, come neovascolarizzazione, invasione locale e migrazione metastatica.
Lo studio condotto ha rivelato che, in campioni di tessuto endometriale raccolti durante interventi di laparoscopia e di laparotomia, è stato ritrovato DNA appartenente al batterio Shigella, facendo ritenere che questo potesse avere un ruolo nell’insorgenza della malattia.
Shigella è un batterio che si trasmette mediante l’ingestione di alimenti contaminati e viene trasmesso nell’ambiente tramite le feci (come la Salmonella). Esso invade la mucosa del colon e determina infiammazione, ulcerazioni, emorragia, distruzione tissutale e fibrosi della stessa mucosa, causando dolore addominale e diarrea/dissenteria. La sintomatologia è simile a quella dell’endometriosi che, oltre ad infiammazione, emorragia e distruzione tissutale, cagiona aderenze fibrotiche del peritoneo pelvico, con conseguenti dolori addominali ed infertilità. La sua propagazione avviene con un meccanismo detto “cell-to-cell”, cioè migrando da una cellula infettata ad un’altra adiacente.
Secondo gli studiosi, questo meccanismo permetterebbe alla Shigella di raggiungere la superficie esterna del colon, in un punto vicinissimo alla porzione posteriore dell’utero, che è anche il punto più comune di insorgenza dell’endometriosi.
Questa ipotesi, indubbiamente originale, potrebbe risultare in effetti di grande interesse.
Shigella appartiene alla famiglia degli Enterobatteri, come Escherichia coli, Salmonella, Proteus. Questi batteri si trovano nell’intestino e nelle donne sono spesso causa di cistiti e vaginiti, poiché migrano dalla loro sede fino alla vagina. Altri fattori concomitanti, come lo stato di salute, le condizioni immunitarie, lo stress, determinano l’innesco di patologie a carico dell’apparato uro-genitale femminile. Tali patologie determinano processi infiammatori che spesso sono accompagnati da forti dolori.
Pertanto, anche Shigella potrebbe essere responsabile di patologie a carico degli organi genitali femminili.
Un altro aspetto di particolare interesse è rappresentato dal meccanismo di infezione del tipo “cell-to-cell”. Per alcuni virus, infatti, è stato visto che tale meccanismo potrebbe essere implicato nell’insorgenza di alcuni tipi di tumore dell’utero, poiché, a causa degli effetti causati dal virus, si può avere proliferazione incontrollata delle cellule uterine.
Probabilmente, nel caso della Shigella, il meccanismo “cell-to-cell” potrebbe essere responsabile del processo di migrazione e proliferazione di cellule endometriali. Tale meccanismo, infatti, prevede che le membrane che rivestono cellule tra loro vicine si fondano e ciò potrebbe determinare alterazioni rilevanti nella fisiologia e nella regolazione globale della cellula. Di conseguenza, potrebbero essere innescati segnali molecolari anomali che portano alla migrazione e alla proliferazione incontrollata in siti del corpo esterni all’utero.
Indubbiamente, sono necessari ulteriori studi per comprovare quanto finora commentato. Ciò che è certo è che, se confermata, questa ipotesi sarebbe un primo autentico punto di partenza per una reale comprensione dell’endometriosi.
Un primo passo che chiunque può fare in tal senso è quello di verificare se si è avuta un’infezione da Shigella, richiedendo al proprio medico curante una prescrizione per la ricerca di anticorpi di memoria anti-Shigella.

(Traduzione e commento a cura del dr. M. N., specialista in Microbiologia applicata,
Università di Messina)


Che ve ne pare di tutto cio’?

Carissime amiche vorrei segnalarvi un libro che uscirà a Novembre/Dicembre 2007 intitolato “CANTO XXXV-INFERNO, Donne affette da endometriosi“.
Veronica Prampolini racconta in questo libro la sua battaglia contro l’endometriosi, gli interventi subiti, le difficoltà incontrate per il riconoscimento della sua malattia, l’impatto sulla vita di coppia e sulla vita sociale e lavorativa, il desiderio di poter, nonostante la malattia, avere un bambino e la sua ricerca attraverso la procreazione assistita.

Vorrei che chi si trovasse a sfogliare questo libro in libreria leggesse almeno la parola endometriosi. Non importa se poi lo riporrà al suo posto e passerà oltre. Voglio che questa parola entri pian piano sempre più tra le malattie socialmente conosciute. Per questo motivo vorrei che questa parola apparisse nel titolo, anche se romanticamente avrei in mente titoli più accattivanti…”

Rivelare se’ stesse e mettersi a nudo non e’ certo impresa semplice soprattutto quando si affrontano temi cosi’ intimi poiche’ scrivere equivale a rivivere momenti duri e difficili.

Il consiglio che posso darvi e’ : comprate questo libro e capirete un po’ di piu’ di noi donne affette da endometriosi.

Non siamo aliene,non siamo strane,non siamo pezzi rari,siamo solo donne che soffrono ogni giorno e questa sofferenza ci rende belle e fortissime !

Non vedo l’ora di leggere questo libro !!!


Per maggiori informazioni cliccate qui :

www.donneaffettedaendometriosi.it


Isolate cellule staminali adulte dall’utero di donne, attraverso la scoperta di due molecole che permettono di identificarle e separarle dalle altre cellule: le staminali adulte cosi’ isolabili sono la sorgente di cellule che ogni mese danno alla donna in eta’ fertile le mestruazioni.
Il risultato, reso noto sulla rivista Human Reproduction, si deve a
Caroline Gargett

Caroline Gargett

del Centre for Women s Health Research, presso la Monash University di Victoria in Australia.
Le cellule staminali adulte dell’utero sono state isolate grazie alla scoperta di due molecole, ‘CD146’ e ‘PDGF-R ‘, identificate dal gruppo di ricerca australiano, grazie alle quali sara’ quindi possibile prelevare questa preziosa fonte di staminali mesenchimali dall’endometrio di donne ed eventualmente usarle per numerose applicazioni cliniche in campo ginecologico, come la cura del prolasso uterino che affligge oltre una donna su due dopo il parto. Inoltre le staminali potranno essere studiate per scoprire come ogni mese si forma il flusso mestruale e per scoprire le cause di malattie come l’endometriosi.
L’esistenza di staminali adulte nell’utero era cosa nota, visto che ogni mese questo tessuto si sviluppa in preparazione di un’eventuale gravidanza per poi essere eliminato col flusso mestruale se non c’e’ stata fecondazione. Tuttavia finora era stato impossibile isolare queste staminali.
La chiave per farlo sono le due molecole, CD146 e PDGF-R , che i ricercatori australiani hanno scoperto essere il segno distintivo delle staminali mesenchimali dell’utero. Solo queste cellule infatti portano entrambe queste molecole sulla propria superficie. Grazie ad esse quindi con macchinari sofisticati di separazione cellulare sono state isolate le staminali dell’utero da tessuto di donne che erano state sottoposte ad isterectomia.
In laboratorio le cellule sono state testate dimostrando di essere staminali adulte a tutti gli effetti in grado di formare cellule adipose, muscolari, cartilaginee, ossee.
Potendole isolare cosi’ facilmente le cellule staminali dell’utero potrebbero divenire utili per terapie cellulari in campo ginecologico. Inoltre poiche’ ogni mese presiedono alla formazione dell’endometrio, le staminali isolate potrebbero svelare i segreti di una malattia molto diffusa, l’endometriosi.