Noi e l'endometriosi

Ricordate le SCALE DEL DOLORE ?
La SCALA DEL DOLORE che vi riporto è stata creata da Belle Browne, una donna affetta da endometriosi, in base alla sua esperienza personale.
Come vi avevo gia’ detto nei giorni scorsi questa e’ una scala del dolore specifica per l’endometriosi ovvero serve a farci valutare da sole l’intesita’ del dolore che stiamo provando cosi’ da poterlo catalogare e magari riferire con piu’ accuratezza al nostro medico.

Il dolore – Olio su tela-Gabriela Bernales

Belle Browne ha deciso di condividere questa scala con tutte le persone che soffrono di dolori.
Ho scritto personalmente a Belle ,la quale mi risposto che potevo tradurre la sua scala .

SCALA DEL DOLORE DI BELLE BROWNE
0 Nessun dolore
1 Leggero fastidio, irritazione o entrambe, fino ad un lieve dolore acuto.
Il dolore va e viene, è molto leggero e interferisce poco sulla concentrazione.
Si è ancora in grado di svolgere tutte le attività normalmente ed il dolore è facilmente dimenticato mentre si fa altro.
Non sono necessari farmaci
2 Dolore leggero che dura un po’ più a lungo;
si è ancora in grado di svolgere le attività abituali e in più, se ci si distrae, il dolore si dimentica.
Non sono necessari farmaci.
3 Il dolore si avverte di più, le fitte vanno e vengono.
Si è ancora in grado di eseguire le attività abituali, ma con un po’ di sforzo.
Per questo livello di dolore sarà utile il paracetamolo
4 Il dolore persiste per lunghi periodi, si avverte molto di più e comincia ad infastidire e ad interferire con la concentrazione e le attività richiedendo più sforzo e concentrazione.
Il paracetamolo dovrebbe alleviare questo tipo di dolore, con somministrazioni ogni 4 o 6 ore.
Un impacco caldo o freddo può anche essere utile
5 Il dolore a questo livello si avverte molto, interferisce con le attività quotidiane e un analgesico è utile ogni 4 o 6 ore.
Secondo la paziente, qualcuna con dolore acuto può ancora rispondere bene al paracetamolo somministrato ogni 4 ore, magari con l’aggiunta di codeina e anche in questo caso un impacco caldo o freddo può dare sollievo a questo livello di dolore.
Per la persona con dolore cronico, questo può essere l’inizio di un dolore lancinante ed è opportuno pensare ad antidolorifici specifici, specialmente se il dolore peggiora
6 Il livello di dolore è medio…fino a spingersi ad un livello di dolore forte e comincia ad essere costante e non è facilmente trascurabile.
Adesso è necessario un analgesico ed occorre che sia più forte del paracetamolo; l’aggiunta della codeina può dare sollievo a questo livello di dolore…tutto dipende dal fatto che il dolore sia acuto o cronico e dall’attuale livello di tolleranza del dolore della paziente
Una paziente cronica può ancora alleviare il dolore a questo livello con un forte antidolorifico.
Gli impacchi freddi o caldi possono ancora aiutare ad alleggerire il dolore.
7 Il livello di dolore va da medio a forte ed il dolore è continuo.
Non è alleviato dal paracetamolo e la codeina, ma sono richiesti farmaci più potenti.
Pazienti con dolore cronico possono alleviare il dolore a questo livello con forti antidolorifici.
Un impacco caldo può anche essere di aiuto.
E’ ancora più difficile riuscire a concentrarsi a causa dell’intensità del dolore e comincia a diventare più arduo alleviare il dolore.
8 Il dolore comincia a diventare insopportabile, sono richiesti forti antidolorifici.
La paziente con dolore acuto e cronico sarà irritabile, febbricitante e probabilmente accaldata; si può avere una sudorazione consistente.
Si può avere pressione sanguigna elevata.
La paziente potrebbe cominciare a tremare un po’.
Se il dolore dura a lungo, si può avere nausea; la paziente appare molto dolorante e sofferente.
9 Il dolore adesso è intollerabile e può essere alleviato solo con antidolorifici estremamente forti.
La paziente con dolore acuto sarà irritabile, probabilmente accaldata ed i palmi delle mani sono generalmente sudati.
La pressione sanguigna è in genere elevata; la terapia antidolorifica deve essere aumentata e nuovamente pianificata.
Possono esserci nausea e vomito.
La paziente può agitarsi o avere tremori, a causa dell’entità del dolore; può gemere e lamentarsi.
A seconda che il dolore sia acuto o cronico, la paziente in genere non riesce a dormire e non riesce a concentrarsi neanche sulle attività più semplici
10 Il livello di dolore è assolutamente insopportabile, la paziente può vomitare o anche perdere conoscenza.
La paziente può anche essere delirante e in più gemere ed emettere parole senza senso.
La pressione sanguigna può essere ancora elevata o da adesso potrebbe diminuire drasticamente e la paziente può andare in stato di shock.
La paziente deve essere trattata sintomaticamente…se ha freddo, deve essere riscaldata; se è accaldata, va immediatamente rinfrescata.
E’ necessario un’urgente attenuazione del dolore.
La paziente potrebbe anche diventare incontinente
© by EBBrowne RN. All rights reserved. Please leave copyright intact when sharing the “Belle Browne Pain Scale” with other sufferers. Thank you.
Traduzione a cura di Chicca
Pare che anche Sharon Stone e…..


Pamela Anderson ….


soffrano di endometriosi !

Voi ne sapete qualcosa?

A volte mi capita di percepirmi cosi’…..

(Picture of Brian Christie – Pill Head)


Il dolore da endometriosi è spesso un dolore cronico con il quale bisogna convivere.
Che cosa è il dolore?
Secondo l’Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore (IASP) il dolore è “una sgradevole esperienza sensoriale ed emotiva, associata ad un effettivo o potenziale danno tissutale o comunque descritta come tale. Il dolore è sempre un’esperienza soggettiva. Ogni individuo apprende il significato di tale parola attraverso le esperienze correlate ad una lesione durante i primi anni di vita. Sicuramente si accompagna ad una componente somatica, ma ha anche carattere spiacevole, e perciò, ad una carica emozionale”.
Il dolore può essere acuto o cronico.
Il dolore acuto è una risposta ad un danno o ad una lesione di una parte del corpo, che tende a terminare una volta guarita la patologia che lo ha causato.
E’ un tipo di dolore che ci mette in guardia sulle condizioni del nostro corpo o sull’esistenza nell’ambiente che ci circonda di stimoli che potrebbero essere nocivi per la nostra salute.
Il dolore cronico invece è un dolore che dura da almeno sei mesi e/o che tende a persistere anche dopo l’eventuale guarigione dalla patologia che lo ha originato…
Il dolore cronico si trasforma quasi sempre in una vera e propria malattia invalidante, che coinvolge la persona dal punto di vista emotivo, cognitivo e sociale
Insomma, la convivenza di una persona col proprio dolore cronico influenza ogni aspetto della sua vita e lo condiziona pesantemente.



E’ pur vero che la cosiddetta “soglia del dolore” ovvero la quantità, il livello di dolore che ognuno di noi riesce a sopportare può variare da individuo ad individuo ed è influenzato da diversi fattori, ma quando si sta male esistiamo solo noi e il nostro dolore.
Avete mai pensato a quante volte abbiamo rinunciato ad uscire con quel gruppo di amici che ci fa divertire tanto perché siamo letteralmente piegate in due dai dolori?
E quella volta che abbiamo detto di no all’invito di quell’uomo galante perché le ovaie quella sera, proprio quella, avevano deciso di farci sentire prepotentemente che esistono anche loro?
Allora…lo vogliamo inquadrare questo dolore? Vogliamo incasellarlo?
L’essere umano ha bisogno di “incasellare” per affrontare meglio gli eventi che lo vedono protagonista.
Per misurare e definire il dolore e soprattutto la sua gravità esistono le cosiddette “SCALE DEL DOLORE”.
La prima scala del dolore che vi presento è la “SCALA DEL DOLORE DI ANDREA MANKOSKI” e viene utilizzata per definire il dolore in generale,ovvero non è specifica per l’endometriosi.

SCALA DEL DOLORE DI ANDREA MANKOSKI
0 Nessun dolore Nessun analgesico
1 Disturbo molto lieve con fitte sporadiche di lieve intensità Nessun analgesico
2 Disturbo lieve con fitte sporadiche di forte intensità Nessun analgesico
3 Il dolore è fastidioso e disturba la tua capacità di concentrazione Gli analgesici lievi sono efficaci (aspirina, ibuprofene)
4 Il dolore può essere ignorato solo se sei molto concentrata in un’attività Gli analgesici lievi sono efficaci per sollevare il dolore per 3-4 ore
5 Il dolore non può essere ignorato per più di 30 minuti Gli analgesici lievi riducono il dolore per 3-4 ore
6 Il dolore non può essere ignorato ma non impedisce di lavorare o fare altre attività sociali Gli analgesici più forti sono efficaci per ridurre il dolore per 3-4 ore (codeina, tramadolo)
7 Il dolore rende difficile concentrarsi e dormire. Riesci comunque a fare qualche attività ma con fatica. Gli analgesici più forti sono poco efficaci e bisogna ricorrere ad analgesici molto forti
( morfina, ossicodone)
8 Il dolore rende molto difficile svolgere qualsiasi attività fisica: riesci a leggere e a parlare con fatica. Nausea e capogiri si aggiungono al dolore. Gli analgesici più forti sono molto poco efficaci mentre gli analgesici molto forti sono efficaci per 3-4 ore
9 Il dolore rende impossibile parlare. Gemi o urli quasi in delirio Gli analgesici molto forti sono poco efficaci
10 Perdita di coscienza. Il dolore provoca svenimento. Gli analgesici molto forti sono poco efficaci


Traduzione a cura dell’Associazione Italiana Endometriosi Onlus
Copyright © 1995, 1996, 1997 Andrea Mankoski. All rights reserved.
Right to copy with attribution freely granted.
“I devised this pain scale to help me describe the subjective experience of pain in more concrete terms to my doctors and family. Please feel free to use it and distribute it with attribution.”

Nei prossimi giorni vi illustrerò una scala del dolore specifica per l’endometriosi…interessantissima !!!
Buona giornata da

C H I C C A

Ciao a tutti ! Dove eravamo rimasti ?
Ah si’…..dobbiamo continuare a parlare delle cure..
Qualche giorno fa vi avevo raccontato che laddove le cure mediche non vi aiutino a convivere con l’endometriosi,il vostro medico potrebbe proporvi l’intervento chirurgico.
Allo stato attuale quasi tutti gli interventi per endometriosi si svolgono in laparoscopia.
Laparoscopia ???? Qualcuno potrebbe dire: “e cosa sarebbe ??? ” 😦


La LAPAROSCOPIA è una tecnica operatoria che si svolge in anestesia totale previa distensione dell’addome con anidride carbonica e consiste nell’introdurre nella cavità addominale attraverso 3 o 4 forellini,degli strumenti detti TROCARS che fungono da porta d’ingresso per fibre ottiche e strumenti operativi di cui il chirurgo si serve per vedere meglio il tessuto endometriosico e se occorre per rimuoverlo insieme ad eventuali aderenze

PRO: piccolissime cicatrici sull’ addome;degenza ospedaliera breve (in media 2-3 gg);migliore decorso postoperatorio e più rapida ripresa delle attività lavorative;minor dolore post-operatorio;più rapido ritorno alla normale vita quotidiana;minor uso di farmaci

CONTRO: non tutte le endometriosi possono essere trattate in questo modo;
potrebbe non risolvere il problema del dolore;ritorno dell’endometriosi nel 30 per cento delle donne;dolore alla spalla che si accentua con l’inspirazione (dovuto all’irritazione di un nervo ovvero il nervo frenico che innerva il diaframma ) e che dura in genere 24-48 e si risolve spontaneamente.

In caso di endometriosi molto estesa ,severa e di lunga data , con aderenze tenaci che incollano tra di loro i vari organi addominali ( utero, tube, ovaie e intestino ) può essere molto difficile, se non impossibile, eseguire l’ intervento per via laparoscopica e allora …


…il medico potrebbe convertire la laparoscopia in laparotomia

La LAPAROTOMIA è una tecnica operatoria che si svolge sempre in anestesia totale e che comporta la classica apertura dell’addome per rimuovere cisti endometriosiche e aderenze.



raramente,se i disturbi sono molto,ma molto gravi e solo dopo aver attuato ogni possibile strategia di cura, il medico potrebbe consigliarvi la rimozione di utero,tube,e ovaie.

Questa scelta viene chiamata CHIRURGIA RADICALE.

E’ una scelta importantissima che deve essere fatta tenendo conto dell’età della donna e di come aveva pianificato la sua famiglia anche perchè nonostante le chirurgia radicale in alcuni casi c’è la persistenza dei sintomi.Spesso, per prevenire eventuali possibili recidive dell’endometriosi, in seguito all’intervento chirurgico si propone un periodo di terapia farmacologica.

E voi…siete state operate in laparoscopia o laparotomia?
Mi raccontereste le vostre esperienze,pro,contro,complicanze….tutto quello che vi viene in mente…liberamente ?
Buona serata da

Photobucket

Molte donne mi hanno chiesto se esiste una terapia per l’endometriosi…beh…se intendete una terapia risolutiva, quella no….non esiste ancora.
Le terapie di cui disponiamo attualmente noi donne affette da endometriosi, mirano unicamente a ridurre la sintomatologia e a favorire la fertilità e di conseguenza molto spesso, dopo una terapia medica o chirurgica, le donne si ritrovano a fare i conti con gli stessi sintomi che avevano prima di intraprendere una cura.
Curare l’endometriosi significa essenzialmente tenere sotto controllo i sintomi e più precisamente il DOLORE.


Nei confronti dell’endometriosi si hanno a disposizione due tipi di terapie: quella medica e quella chirurgica.
Prima di intraprendere una terapia medica il medico,dovrebbe considerare diversi fattori quali: stato di salute generale della donna, età, sintomatologia e in particolare il grado del dolore che la donna prova, valutazione delle lesioni endometriosiche e infine desiderio della donna di procreare entro poco tempo.
Se l’endometriosi è molto lieve si può anche instaurare una cosiddetta CONDOTTA DI ATTESA, ovvero il medico consiglia alla donna di farsi visitare frequentemente e di prendere dei comuni antidolorifici qualora provasse dolore.
Spesso alcuni medici propongono come soluzione curativa una gravidanza, ma la gravidanza non lo e’ ….

La gravidanza migliora unicamente la sintomatologia a causa della mancata ovulazione che rende meno attivi i focolai di endometriosi. Appena la gravidanza si conclude c’e’ una probabilissima ripresa di malattia.
Senza contare che, spesso, il consiglio di avere una gravidanza non e’ sempre attuabile poiché a volte la donna non ha un partner o puo’ avere progetti di vita diversi per se’ stessa in quel determinato momento

L’unico motivo per cui la donna dovrebbe prendere in considerazione una gravidanza e’ che più tempo passa, più l’endometriosi potrebbe danneggiare ilsuo apparato riproduttivo, ma non, e lo ripeto, per l’ipotetica scomparsa dei sintomi.

Quando i dolori pero’, diventano invalidanti al punto di interferire con le attività quotidiane come lavorare o anche semplicemente il potersi concedere una serena passeggiata, allora il medico potrebbe consigliarvi una terapia medica ovvero farmacologica e/o chirurgica.

Ecco le terapie farmacologiche:

* NESSUN TRATTAMENTO (CONDOTTA DI ATTESA)

Non si assumono farmaci (se non gli antidolorifici qualora ce ne fosse bisogno) e non si sottopone la paziente a nessun intervento chirurgico.

Pro: poiché la donna non assume farmaci, non ci sono effetti collaterali
Contro: i sintomi e il dolore potrebbero perdurare e peggiorare con il passare del tempo

* ESTROPROGESTINICI

* Pillola (estroprogestinici orali)
* Cerotto (estroprogestinici per via transdermica)
* Anello (estroprogestinici rilasciati da un anello vaginale)

Estroprogestinici orali (pillola):
contiene un estrogeno, generalmente l’etinilestradiolo, e un progestinico, cioè un ormone con effetti simili a quelli del progesterone. Somministrando ormoni sessuali, si inibisce l’ovulazione. In assenza di ciclo mestruale avviene una sorta di atrofizzazione delle lesioni endometriosiche e il miglioramento della sintomatologia.

Pro: la pillola spesso riduce il dolore
Contro: effetti collaterali quali aumento di peso, ritenzione idrica, emicrania, riduzione della libido, secchezza vaginale, etc; sintomi e il dolore potrebbero non migliorare

Estroprogestinici per via transdermica (cerotto):
si tratta di cerotti da applicare sulla pelle e da cambiare una volta alla settimana.

Pro e contro:
sono gli stessi degli estroprogestinici per via orale.

Estroprogestinici rilasciati da un anello vaginale (anello vaginale):
gli estroprogestinici sono rilasciati da un piccolo anello in materiale plastico che deve essere inserito nella vagina una sola volta al mese.

Pro e contro: sono gli stessi degli estroprogestinici per via orale.

* PROGESTINICI

Minipillola
Si tratta di una pillola da prendere tutti i giorni, contenente un progestinico.Deve essere presa senza fare pause. Il meccanismo d’azione e’ lo stesso della pillola estroprogestinica cioè inibisce l’ovulazione

Pro: Può essere utilizzata anche da donne che non tollerano o non possono prendere gli estrogeni
Contro: Il ciclo quasi mai é regolare ovvero si alternano perdite ematiche irregolari a periodi di amenorrea (assenza di mestruazioni); nausea, cambiamenti di umore, cefalea, tensione al seno, secchezza vaginale,acne,ritenzione idrica,aumento di peso etc.

* ANALOGHI DEL GnRH

GnRH sta per Gonadotropin Releasing Hormone ed e’ un ormone secreto dall’ipotalamo che regola la secrezione di FSH (ormone follicolo stimolante che induce la maturazione del follicolo ovarico nel quale e’ contenuto l’ovulo) e di LH (ormone luteinizzante che induce l’ovulazione cioè la fuoriuscita dell’ovulo dal follicolo e determina la trasformazione del follicolo in corpo luteo).
FSH e LH sono dette gonadotropine
Il GnRH e’ quindi responsabile del ciclo mestruale.
Dapprima il farmaco, determina un rilascio massivo di gonadotropine, per poi arrivare all’effetto finale di bloccarne la produzione.
Gli analoghi GnRH provocano pertanto una menopausa farmacologica reversibile bloccando la produzione delle gonadotropine e quindi del ciclo mestruale

Pro: netta riduzione della sintomatologia, se non addirittura una sua scomparsa
Contro: effetti collaterali fastidiosi quali cefalea, aumento di peso, vampate di calore e sudorazione notturna, sono talvolta legati a questo farmaco.
Importanti effetti collaterali limitano il loro impiego a lungo termine

* ANTAGONISTI DEL GnRH

Gli antagonisti bloccano subito la produzione GnRH e di conseguenza si blocca anche la produzione delle gonadotropine. Con il blocco delle gonadotropine si frena lo sviluppo dell’endometrio e quindi si induce una “menopausa artificiale” reversibile

Pro:
riduzione della sintomatologia
Contro: con l’induzione di una menopausa artificiale si avvertono gli stessi sintomi di una menopausa naturale e cioè vampate, sudorazioni, irritabilità, insonnia etc.

* DANAZOLO (derivato del testosterone)

E’ un ormone che determina uno stato di menopausa artificiale con blocco dell’ovulazione e delle mestruazioni.
Agisce inibendo il rilascio delle gonadotropine ; inibendo questo rilascio l’endometrio si inattiva e si atrofizza e cio’ consente la regressione dei focolai endometriosici, che in molti casi possono scomparire

Pro: Spesso determina la scomparsa dei sintomi, che tendono però a ricomparire entro un anno dalla sospensione della terapia.
Contro: effetti collaterali fastidiosi quali cefalea, aumento di peso, ipertricosi (aumento dei peli), vampate di calore e sudorazione notturna, sono talvolta legati a questo farmaco.

* SPIRALE MIRENA

E’ un dispositivo che viene inserito nella cavità uterina contenente un progestinico.
Può essere utile se è giustificato da bisogni contraccettivi e sintomatologia.

* INIBITORI DELL’AROMATASI

Agiscono riducendo o bloccando la produzione di estrogeni circolanti, non si conoscono ancora pienamente gli effetti collaterali.

Pro: ridurrebbero l’intensità della sintomatologia dolorosa associata alla presenza di endometriosi
Contro: poco si sa sui possibili effetti collaterali a lungo termine.

In conclusione:

La terapia medica induce un miglioramento apparente piuttosto che l’eliminazione della malattia: dopo la ripresa dell’attività ovarica, gli impianti endometriosici riprendono la loro attività provocando infiammazione sui tessuti circostanti e tornano ad essere visibili

Siete in cura per endometriosi?
Inviatemi le vostre esperienze.

Buona serata da


Photobucket

Oggi e’ il mio compleanno…..


divento vecchiotta ,ma sono sempre io..piena di grinta e di voglia di amare la vita.
Ho preparato un po’ di torte per voi…spero che ne vorrete mangiare un pezzo in mia compagnia.
E non cominciate a chiedere gusti strani tipo ” pistacchio di mare in una notte di inverno” perche’ oggi e’ la mia festa e decido io…e basta!
Ringrazio tutti degli auguri virtuali che mi state inviando e oltre alla torta offro un mio pensiero a tutte le donne che mi stanno sostenendo da quando ho aperto questo blog :
siete forti,uniche e piene d’amore.

In cambio chiedo solo un regalo :

leggete il post intitolato “Proposta di legge sull’endometriosi” precedente a questo e firmate con le modalita’ che ho indicato….mi farete il regalo piu’ bello del mondo


Continuate cosi’ !!!!

Per voi

Donne in rinascita (di jACK FOLLA)


Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi, dopo la catastrofe, dopo la caduta, che uno dice…è finita. No. Finita mai, per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina antiuomo che ti fa la morte o la malattia. Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l’esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina hai un esame peggio che a scuola….Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà, deciderai se sei all’altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno e questo noviziato non finisce mai, e sei tu che lo fai durare. Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo, che sei terrorizzata che una storia ti tolga l’aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno si infiltri nella tua vita. Peggio, se ci rimani presa in mezzo tu, poi ci soffri come un cane. Sei stanca. C’è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto, e così stai coltivando la solitudine dentro casa. Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre….”io sto bene così, sto bene così, sto meglio così”…e il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasque, in quell’uomo ci hai buttato dentro l’anima, ed è passato tanto tempo e ce ne hai buttata talmente tanta, di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio, perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui. E so che c’è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi, ci stavi stretta. Nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine, ed è stata crisi. E hai pianto. Dio, quanto piangete. Avete una sorgente d’acqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l’aria buia ti asciugasse le guance.
E poi hai scavato, hai parlato…quanto parlate ragazze.
Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore….”perché faccio così?”…”com’è che ripeto sempre lo stesso schema?”…”sono forse pazza?”…Se lo sono chiesto tutte. E allora… vai, giù con la ruspa nella tua storia, a due, quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli, un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi? E’ da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque. Ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova “te”, perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima, prima della ruspa…
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente, innamorarsi di nuovo di sé stessi o farlo per la prima volta è come un diesel, parte piano. Bisogna insistere, ma quando va in corsa… E’ un’avventura ricostruire sé stesse, la più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende, o dal taglio dei capelli. Io ho sempre adorato donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo “sono nuova” con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perché tutti devono vedere e capire…”attenti…il cantiere è aperto…stiamo lavorando per voi… ma soprattutto per noi stesse…”.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia, per chi la incontra e per sé stessa.
E’ la primavera a novembre, quando meno te la aspetti.






Ehi cosa fai li’ fermo….prendine un pezzo !!!
E gia’ che sei qui…non mangiare e basta,cerca di capire un po’di piu’ di me, del mio mondo e di tutte le donne come me
Chicca