Noi e l'endometriosi

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Perche’ non ascoltare un buon mp3 ??? Questo ve lo consiglio sul serio !
Non sara’ il primo in classifica e nemmeno nelle vendite e tanto piu’ nessuno sgomitera’ per cercarlo su EMULE ,ma…………per gli affezionati del genere e’ una vera chicca da custodire !
Sto parlando di una intervista in mp3 fatta alla

Prof.ssa Alessandra Graziottin ,

direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano.
In questa intervista la Prof.ssa spiega chiaramente cosa e’ l’endometriosi e quali sono i sintomi.



© 2007 – Prof. Alessandra Graziottin

A cura di: Angela Pederiva

“ENDOMETRIOSI:QUANDO IL DOLORE DEVASTA LA VITA”

BUON ASCOLTO !!!

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Ricordate le SCALE DEL DOLORE ?
La SCALA DEL DOLORE che vi riporto è stata creata da Belle Browne, una donna affetta da endometriosi, in base alla sua esperienza personale.
Come vi avevo gia’ detto nei giorni scorsi questa e’ una scala del dolore specifica per l’endometriosi ovvero serve a farci valutare da sole l’intesita’ del dolore che stiamo provando cosi’ da poterlo catalogare e magari riferire con piu’ accuratezza al nostro medico.

Il dolore – Olio su tela-Gabriela Bernales

Belle Browne ha deciso di condividere questa scala con tutte le persone che soffrono di dolori.
Ho scritto personalmente a Belle ,la quale mi risposto che potevo tradurre la sua scala .

SCALA DEL DOLORE DI BELLE BROWNE
0 Nessun dolore
1 Leggero fastidio, irritazione o entrambe, fino ad un lieve dolore acuto.
Il dolore va e viene, è molto leggero e interferisce poco sulla concentrazione.
Si è ancora in grado di svolgere tutte le attività normalmente ed il dolore è facilmente dimenticato mentre si fa altro.
Non sono necessari farmaci
2 Dolore leggero che dura un po’ più a lungo;
si è ancora in grado di svolgere le attività abituali e in più, se ci si distrae, il dolore si dimentica.
Non sono necessari farmaci.
3 Il dolore si avverte di più, le fitte vanno e vengono.
Si è ancora in grado di eseguire le attività abituali, ma con un po’ di sforzo.
Per questo livello di dolore sarà utile il paracetamolo
4 Il dolore persiste per lunghi periodi, si avverte molto di più e comincia ad infastidire e ad interferire con la concentrazione e le attività richiedendo più sforzo e concentrazione.
Il paracetamolo dovrebbe alleviare questo tipo di dolore, con somministrazioni ogni 4 o 6 ore.
Un impacco caldo o freddo può anche essere utile
5 Il dolore a questo livello si avverte molto, interferisce con le attività quotidiane e un analgesico è utile ogni 4 o 6 ore.
Secondo la paziente, qualcuna con dolore acuto può ancora rispondere bene al paracetamolo somministrato ogni 4 ore, magari con l’aggiunta di codeina e anche in questo caso un impacco caldo o freddo può dare sollievo a questo livello di dolore.
Per la persona con dolore cronico, questo può essere l’inizio di un dolore lancinante ed è opportuno pensare ad antidolorifici specifici, specialmente se il dolore peggiora
6 Il livello di dolore è medio…fino a spingersi ad un livello di dolore forte e comincia ad essere costante e non è facilmente trascurabile.
Adesso è necessario un analgesico ed occorre che sia più forte del paracetamolo; l’aggiunta della codeina può dare sollievo a questo livello di dolore…tutto dipende dal fatto che il dolore sia acuto o cronico e dall’attuale livello di tolleranza del dolore della paziente
Una paziente cronica può ancora alleviare il dolore a questo livello con un forte antidolorifico.
Gli impacchi freddi o caldi possono ancora aiutare ad alleggerire il dolore.
7 Il livello di dolore va da medio a forte ed il dolore è continuo.
Non è alleviato dal paracetamolo e la codeina, ma sono richiesti farmaci più potenti.
Pazienti con dolore cronico possono alleviare il dolore a questo livello con forti antidolorifici.
Un impacco caldo può anche essere di aiuto.
E’ ancora più difficile riuscire a concentrarsi a causa dell’intensità del dolore e comincia a diventare più arduo alleviare il dolore.
8 Il dolore comincia a diventare insopportabile, sono richiesti forti antidolorifici.
La paziente con dolore acuto e cronico sarà irritabile, febbricitante e probabilmente accaldata; si può avere una sudorazione consistente.
Si può avere pressione sanguigna elevata.
La paziente potrebbe cominciare a tremare un po’.
Se il dolore dura a lungo, si può avere nausea; la paziente appare molto dolorante e sofferente.
9 Il dolore adesso è intollerabile e può essere alleviato solo con antidolorifici estremamente forti.
La paziente con dolore acuto sarà irritabile, probabilmente accaldata ed i palmi delle mani sono generalmente sudati.
La pressione sanguigna è in genere elevata; la terapia antidolorifica deve essere aumentata e nuovamente pianificata.
Possono esserci nausea e vomito.
La paziente può agitarsi o avere tremori, a causa dell’entità del dolore; può gemere e lamentarsi.
A seconda che il dolore sia acuto o cronico, la paziente in genere non riesce a dormire e non riesce a concentrarsi neanche sulle attività più semplici
10 Il livello di dolore è assolutamente insopportabile, la paziente può vomitare o anche perdere conoscenza.
La paziente può anche essere delirante e in più gemere ed emettere parole senza senso.
La pressione sanguigna può essere ancora elevata o da adesso potrebbe diminuire drasticamente e la paziente può andare in stato di shock.
La paziente deve essere trattata sintomaticamente…se ha freddo, deve essere riscaldata; se è accaldata, va immediatamente rinfrescata.
E’ necessario un’urgente attenuazione del dolore.
La paziente potrebbe anche diventare incontinente
© by EBBrowne RN. All rights reserved. Please leave copyright intact when sharing the “Belle Browne Pain Scale” with other sufferers. Thank you.
Traduzione a cura di Chicca

Il dolore da endometriosi è spesso un dolore cronico con il quale bisogna convivere.
Che cosa è il dolore?
Secondo l’Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore (IASP) il dolore è “una sgradevole esperienza sensoriale ed emotiva, associata ad un effettivo o potenziale danno tissutale o comunque descritta come tale. Il dolore è sempre un’esperienza soggettiva. Ogni individuo apprende il significato di tale parola attraverso le esperienze correlate ad una lesione durante i primi anni di vita. Sicuramente si accompagna ad una componente somatica, ma ha anche carattere spiacevole, e perciò, ad una carica emozionale”.
Il dolore può essere acuto o cronico.
Il dolore acuto è una risposta ad un danno o ad una lesione di una parte del corpo, che tende a terminare una volta guarita la patologia che lo ha causato.
E’ un tipo di dolore che ci mette in guardia sulle condizioni del nostro corpo o sull’esistenza nell’ambiente che ci circonda di stimoli che potrebbero essere nocivi per la nostra salute.
Il dolore cronico invece è un dolore che dura da almeno sei mesi e/o che tende a persistere anche dopo l’eventuale guarigione dalla patologia che lo ha originato…
Il dolore cronico si trasforma quasi sempre in una vera e propria malattia invalidante, che coinvolge la persona dal punto di vista emotivo, cognitivo e sociale
Insomma, la convivenza di una persona col proprio dolore cronico influenza ogni aspetto della sua vita e lo condiziona pesantemente.



E’ pur vero che la cosiddetta “soglia del dolore” ovvero la quantità, il livello di dolore che ognuno di noi riesce a sopportare può variare da individuo ad individuo ed è influenzato da diversi fattori, ma quando si sta male esistiamo solo noi e il nostro dolore.
Avete mai pensato a quante volte abbiamo rinunciato ad uscire con quel gruppo di amici che ci fa divertire tanto perché siamo letteralmente piegate in due dai dolori?
E quella volta che abbiamo detto di no all’invito di quell’uomo galante perché le ovaie quella sera, proprio quella, avevano deciso di farci sentire prepotentemente che esistono anche loro?
Allora…lo vogliamo inquadrare questo dolore? Vogliamo incasellarlo?
L’essere umano ha bisogno di “incasellare” per affrontare meglio gli eventi che lo vedono protagonista.
Per misurare e definire il dolore e soprattutto la sua gravità esistono le cosiddette “SCALE DEL DOLORE”.
La prima scala del dolore che vi presento è la “SCALA DEL DOLORE DI ANDREA MANKOSKI” e viene utilizzata per definire il dolore in generale,ovvero non è specifica per l’endometriosi.

SCALA DEL DOLORE DI ANDREA MANKOSKI
0 Nessun dolore Nessun analgesico
1 Disturbo molto lieve con fitte sporadiche di lieve intensità Nessun analgesico
2 Disturbo lieve con fitte sporadiche di forte intensità Nessun analgesico
3 Il dolore è fastidioso e disturba la tua capacità di concentrazione Gli analgesici lievi sono efficaci (aspirina, ibuprofene)
4 Il dolore può essere ignorato solo se sei molto concentrata in un’attività Gli analgesici lievi sono efficaci per sollevare il dolore per 3-4 ore
5 Il dolore non può essere ignorato per più di 30 minuti Gli analgesici lievi riducono il dolore per 3-4 ore
6 Il dolore non può essere ignorato ma non impedisce di lavorare o fare altre attività sociali Gli analgesici più forti sono efficaci per ridurre il dolore per 3-4 ore (codeina, tramadolo)
7 Il dolore rende difficile concentrarsi e dormire. Riesci comunque a fare qualche attività ma con fatica. Gli analgesici più forti sono poco efficaci e bisogna ricorrere ad analgesici molto forti
( morfina, ossicodone)
8 Il dolore rende molto difficile svolgere qualsiasi attività fisica: riesci a leggere e a parlare con fatica. Nausea e capogiri si aggiungono al dolore. Gli analgesici più forti sono molto poco efficaci mentre gli analgesici molto forti sono efficaci per 3-4 ore
9 Il dolore rende impossibile parlare. Gemi o urli quasi in delirio Gli analgesici molto forti sono poco efficaci
10 Perdita di coscienza. Il dolore provoca svenimento. Gli analgesici molto forti sono poco efficaci


Traduzione a cura dell’Associazione Italiana Endometriosi Onlus
Copyright © 1995, 1996, 1997 Andrea Mankoski. All rights reserved.
Right to copy with attribution freely granted.
“I devised this pain scale to help me describe the subjective experience of pain in more concrete terms to my doctors and family. Please feel free to use it and distribute it with attribution.”

Nei prossimi giorni vi illustrerò una scala del dolore specifica per l’endometriosi…interessantissima !!!
Buona giornata da

C H I C C A

Molte donne mi hanno chiesto se esiste una terapia per l’endometriosi…beh…se intendete una terapia risolutiva, quella no….non esiste ancora.
Le terapie di cui disponiamo attualmente noi donne affette da endometriosi, mirano unicamente a ridurre la sintomatologia e a favorire la fertilità e di conseguenza molto spesso, dopo una terapia medica o chirurgica, le donne si ritrovano a fare i conti con gli stessi sintomi che avevano prima di intraprendere una cura.
Curare l’endometriosi significa essenzialmente tenere sotto controllo i sintomi e più precisamente il DOLORE.


Nei confronti dell’endometriosi si hanno a disposizione due tipi di terapie: quella medica e quella chirurgica.
Prima di intraprendere una terapia medica il medico,dovrebbe considerare diversi fattori quali: stato di salute generale della donna, età, sintomatologia e in particolare il grado del dolore che la donna prova, valutazione delle lesioni endometriosiche e infine desiderio della donna di procreare entro poco tempo.
Se l’endometriosi è molto lieve si può anche instaurare una cosiddetta CONDOTTA DI ATTESA, ovvero il medico consiglia alla donna di farsi visitare frequentemente e di prendere dei comuni antidolorifici qualora provasse dolore.
Spesso alcuni medici propongono come soluzione curativa una gravidanza, ma la gravidanza non lo e’ ….

La gravidanza migliora unicamente la sintomatologia a causa della mancata ovulazione che rende meno attivi i focolai di endometriosi. Appena la gravidanza si conclude c’e’ una probabilissima ripresa di malattia.
Senza contare che, spesso, il consiglio di avere una gravidanza non e’ sempre attuabile poiché a volte la donna non ha un partner o puo’ avere progetti di vita diversi per se’ stessa in quel determinato momento

L’unico motivo per cui la donna dovrebbe prendere in considerazione una gravidanza e’ che più tempo passa, più l’endometriosi potrebbe danneggiare ilsuo apparato riproduttivo, ma non, e lo ripeto, per l’ipotetica scomparsa dei sintomi.

Quando i dolori pero’, diventano invalidanti al punto di interferire con le attività quotidiane come lavorare o anche semplicemente il potersi concedere una serena passeggiata, allora il medico potrebbe consigliarvi una terapia medica ovvero farmacologica e/o chirurgica.

Ecco le terapie farmacologiche:

* NESSUN TRATTAMENTO (CONDOTTA DI ATTESA)

Non si assumono farmaci (se non gli antidolorifici qualora ce ne fosse bisogno) e non si sottopone la paziente a nessun intervento chirurgico.

Pro: poiché la donna non assume farmaci, non ci sono effetti collaterali
Contro: i sintomi e il dolore potrebbero perdurare e peggiorare con il passare del tempo

* ESTROPROGESTINICI

* Pillola (estroprogestinici orali)
* Cerotto (estroprogestinici per via transdermica)
* Anello (estroprogestinici rilasciati da un anello vaginale)

Estroprogestinici orali (pillola):
contiene un estrogeno, generalmente l’etinilestradiolo, e un progestinico, cioè un ormone con effetti simili a quelli del progesterone. Somministrando ormoni sessuali, si inibisce l’ovulazione. In assenza di ciclo mestruale avviene una sorta di atrofizzazione delle lesioni endometriosiche e il miglioramento della sintomatologia.

Pro: la pillola spesso riduce il dolore
Contro: effetti collaterali quali aumento di peso, ritenzione idrica, emicrania, riduzione della libido, secchezza vaginale, etc; sintomi e il dolore potrebbero non migliorare

Estroprogestinici per via transdermica (cerotto):
si tratta di cerotti da applicare sulla pelle e da cambiare una volta alla settimana.

Pro e contro:
sono gli stessi degli estroprogestinici per via orale.

Estroprogestinici rilasciati da un anello vaginale (anello vaginale):
gli estroprogestinici sono rilasciati da un piccolo anello in materiale plastico che deve essere inserito nella vagina una sola volta al mese.

Pro e contro: sono gli stessi degli estroprogestinici per via orale.

* PROGESTINICI

Minipillola
Si tratta di una pillola da prendere tutti i giorni, contenente un progestinico.Deve essere presa senza fare pause. Il meccanismo d’azione e’ lo stesso della pillola estroprogestinica cioè inibisce l’ovulazione

Pro: Può essere utilizzata anche da donne che non tollerano o non possono prendere gli estrogeni
Contro: Il ciclo quasi mai é regolare ovvero si alternano perdite ematiche irregolari a periodi di amenorrea (assenza di mestruazioni); nausea, cambiamenti di umore, cefalea, tensione al seno, secchezza vaginale,acne,ritenzione idrica,aumento di peso etc.

* ANALOGHI DEL GnRH

GnRH sta per Gonadotropin Releasing Hormone ed e’ un ormone secreto dall’ipotalamo che regola la secrezione di FSH (ormone follicolo stimolante che induce la maturazione del follicolo ovarico nel quale e’ contenuto l’ovulo) e di LH (ormone luteinizzante che induce l’ovulazione cioè la fuoriuscita dell’ovulo dal follicolo e determina la trasformazione del follicolo in corpo luteo).
FSH e LH sono dette gonadotropine
Il GnRH e’ quindi responsabile del ciclo mestruale.
Dapprima il farmaco, determina un rilascio massivo di gonadotropine, per poi arrivare all’effetto finale di bloccarne la produzione.
Gli analoghi GnRH provocano pertanto una menopausa farmacologica reversibile bloccando la produzione delle gonadotropine e quindi del ciclo mestruale

Pro: netta riduzione della sintomatologia, se non addirittura una sua scomparsa
Contro: effetti collaterali fastidiosi quali cefalea, aumento di peso, vampate di calore e sudorazione notturna, sono talvolta legati a questo farmaco.
Importanti effetti collaterali limitano il loro impiego a lungo termine

* ANTAGONISTI DEL GnRH

Gli antagonisti bloccano subito la produzione GnRH e di conseguenza si blocca anche la produzione delle gonadotropine. Con il blocco delle gonadotropine si frena lo sviluppo dell’endometrio e quindi si induce una “menopausa artificiale” reversibile

Pro:
riduzione della sintomatologia
Contro: con l’induzione di una menopausa artificiale si avvertono gli stessi sintomi di una menopausa naturale e cioè vampate, sudorazioni, irritabilità, insonnia etc.

* DANAZOLO (derivato del testosterone)

E’ un ormone che determina uno stato di menopausa artificiale con blocco dell’ovulazione e delle mestruazioni.
Agisce inibendo il rilascio delle gonadotropine ; inibendo questo rilascio l’endometrio si inattiva e si atrofizza e cio’ consente la regressione dei focolai endometriosici, che in molti casi possono scomparire

Pro: Spesso determina la scomparsa dei sintomi, che tendono però a ricomparire entro un anno dalla sospensione della terapia.
Contro: effetti collaterali fastidiosi quali cefalea, aumento di peso, ipertricosi (aumento dei peli), vampate di calore e sudorazione notturna, sono talvolta legati a questo farmaco.

* SPIRALE MIRENA

E’ un dispositivo che viene inserito nella cavità uterina contenente un progestinico.
Può essere utile se è giustificato da bisogni contraccettivi e sintomatologia.

* INIBITORI DELL’AROMATASI

Agiscono riducendo o bloccando la produzione di estrogeni circolanti, non si conoscono ancora pienamente gli effetti collaterali.

Pro: ridurrebbero l’intensità della sintomatologia dolorosa associata alla presenza di endometriosi
Contro: poco si sa sui possibili effetti collaterali a lungo termine.

In conclusione:

La terapia medica induce un miglioramento apparente piuttosto che l’eliminazione della malattia: dopo la ripresa dell’attività ovarica, gli impianti endometriosici riprendono la loro attività provocando infiammazione sui tessuti circostanti e tornano ad essere visibili

Siete in cura per endometriosi?
Inviatemi le vostre esperienze.

Buona serata da


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