Noi e l'endometriosi

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http://qn.quotidiano.net/salute/2007/10/26/43748-nuove_speranze_mamme.shtml#

Nuove speranze per le neo mamme:
arriva la ‘In Vitro Maturation’

Gli ovuli vengono prelevati quando sono ad uno stadio ancora immaturo e cresciuti per un periodo che va dalle 24 fino alle 48 ore in laboratorio. Successivamente vengono fertilizzati e impiantati nell’utero della donna. Lo scorso 18 ottobre i primi nati con questa nuova tecnica


Londra, 25 ottobre 2007- Potrebbe rappresentare un metodo alternativo, indolore e decisamente più economico dell’inseminazione artificale: è l'”In Vitro Maturation” (IVM). Si tratta di una tecnica messa a punto all’Oxford Fertility Clinic che consiste nel prelevare gli ovuli dalle ovaie della donna quando sono ad uno stadio ancora immaturo. Gli ovuli vengono poi cresciuti per un periodo che va dalle 24 fino alle 48 ore in laboratorio e successivamente vengono fertilizzati e impiantati nell’utero della donna.


La procedura, riporta stamani il quotidiano “Guardian”, permette alle donne di non sottoporsi a trattamenti ormonali, ed ha un costo molto minore rispetto ai metodi tradizionali di inseminazione artificiale in cui le uova vengono prelevate dalle ovaie dopo essere state stimolate dagli ormoni: una tecnica che può causare la sindrome da iperstimolazione ovarica che può portare, nella peggiore delle ipotesi, anche alla morte.
La tecnica IVM permette di risparmiare fino a 1.500 sterline a ciclo (circa 2.250 euro). Il primo caso di IVM riguarda due neonati, un maschio e una femmina, nati lo scorso 18 ottobre nella clinica di Oxford, l’unica autorizzata a usare questa tecnica.
Finora il 25 per cento delle donne che si sono sottoposte al trattamento sono incinte. Per i medici tale percentuale è destinata ad aumentare, ma in ogni caso, eliminare il ciclo ormonale, garantisce meno effetti collaterali alla donna consentendole dunque di ripetere più cicli, assicurano i medici.


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Isolate cellule staminali adulte dall’utero di donne, attraverso la scoperta di due molecole che permettono di identificarle e separarle dalle altre cellule: le staminali adulte cosi’ isolabili sono la sorgente di cellule che ogni mese danno alla donna in eta’ fertile le mestruazioni.
Il risultato, reso noto sulla rivista Human Reproduction, si deve a
Caroline Gargett

Caroline Gargett

del Centre for Women s Health Research, presso la Monash University di Victoria in Australia.
Le cellule staminali adulte dell’utero sono state isolate grazie alla scoperta di due molecole, ‘CD146’ e ‘PDGF-R ‘, identificate dal gruppo di ricerca australiano, grazie alle quali sara’ quindi possibile prelevare questa preziosa fonte di staminali mesenchimali dall’endometrio di donne ed eventualmente usarle per numerose applicazioni cliniche in campo ginecologico, come la cura del prolasso uterino che affligge oltre una donna su due dopo il parto. Inoltre le staminali potranno essere studiate per scoprire come ogni mese si forma il flusso mestruale e per scoprire le cause di malattie come l’endometriosi.
L’esistenza di staminali adulte nell’utero era cosa nota, visto che ogni mese questo tessuto si sviluppa in preparazione di un’eventuale gravidanza per poi essere eliminato col flusso mestruale se non c’e’ stata fecondazione. Tuttavia finora era stato impossibile isolare queste staminali.
La chiave per farlo sono le due molecole, CD146 e PDGF-R , che i ricercatori australiani hanno scoperto essere il segno distintivo delle staminali mesenchimali dell’utero. Solo queste cellule infatti portano entrambe queste molecole sulla propria superficie. Grazie ad esse quindi con macchinari sofisticati di separazione cellulare sono state isolate le staminali dell’utero da tessuto di donne che erano state sottoposte ad isterectomia.
In laboratorio le cellule sono state testate dimostrando di essere staminali adulte a tutti gli effetti in grado di formare cellule adipose, muscolari, cartilaginee, ossee.
Potendole isolare cosi’ facilmente le cellule staminali dell’utero potrebbero divenire utili per terapie cellulari in campo ginecologico. Inoltre poiche’ ogni mese presiedono alla formazione dell’endometrio, le staminali isolate potrebbero svelare i segreti di una malattia molto diffusa, l’endometriosi.

Ciao a tutti ! Dove eravamo rimasti ?
Ah si’…..dobbiamo continuare a parlare delle cure..
Qualche giorno fa vi avevo raccontato che laddove le cure mediche non vi aiutino a convivere con l’endometriosi,il vostro medico potrebbe proporvi l’intervento chirurgico.
Allo stato attuale quasi tutti gli interventi per endometriosi si svolgono in laparoscopia.
Laparoscopia ???? Qualcuno potrebbe dire: “e cosa sarebbe ??? ” 😦


La LAPAROSCOPIA è una tecnica operatoria che si svolge in anestesia totale previa distensione dell’addome con anidride carbonica e consiste nell’introdurre nella cavità addominale attraverso 3 o 4 forellini,degli strumenti detti TROCARS che fungono da porta d’ingresso per fibre ottiche e strumenti operativi di cui il chirurgo si serve per vedere meglio il tessuto endometriosico e se occorre per rimuoverlo insieme ad eventuali aderenze

PRO: piccolissime cicatrici sull’ addome;degenza ospedaliera breve (in media 2-3 gg);migliore decorso postoperatorio e più rapida ripresa delle attività lavorative;minor dolore post-operatorio;più rapido ritorno alla normale vita quotidiana;minor uso di farmaci

CONTRO: non tutte le endometriosi possono essere trattate in questo modo;
potrebbe non risolvere il problema del dolore;ritorno dell’endometriosi nel 30 per cento delle donne;dolore alla spalla che si accentua con l’inspirazione (dovuto all’irritazione di un nervo ovvero il nervo frenico che innerva il diaframma ) e che dura in genere 24-48 e si risolve spontaneamente.

In caso di endometriosi molto estesa ,severa e di lunga data , con aderenze tenaci che incollano tra di loro i vari organi addominali ( utero, tube, ovaie e intestino ) può essere molto difficile, se non impossibile, eseguire l’ intervento per via laparoscopica e allora …


…il medico potrebbe convertire la laparoscopia in laparotomia

La LAPAROTOMIA è una tecnica operatoria che si svolge sempre in anestesia totale e che comporta la classica apertura dell’addome per rimuovere cisti endometriosiche e aderenze.



raramente,se i disturbi sono molto,ma molto gravi e solo dopo aver attuato ogni possibile strategia di cura, il medico potrebbe consigliarvi la rimozione di utero,tube,e ovaie.

Questa scelta viene chiamata CHIRURGIA RADICALE.

E’ una scelta importantissima che deve essere fatta tenendo conto dell’età della donna e di come aveva pianificato la sua famiglia anche perchè nonostante le chirurgia radicale in alcuni casi c’è la persistenza dei sintomi.Spesso, per prevenire eventuali possibili recidive dell’endometriosi, in seguito all’intervento chirurgico si propone un periodo di terapia farmacologica.

E voi…siete state operate in laparoscopia o laparotomia?
Mi raccontereste le vostre esperienze,pro,contro,complicanze….tutto quello che vi viene in mente…liberamente ?
Buona serata da

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Oggi volevo parlarvi degli stadi dell’endometriosi.
Ci sono varie classificazioni dell’endometriosi, ma attualmente la più utilizzata è la CLASSIFICAZIONE dell’AMERICAN SOCIETY OF REPRODUCTIVE MEDICINE (ASRM, 1997).
Tale classificazione individua quattro stadi della malattia, ma ….

UDITE UDITE …



Spesso non c’e’ correlazione tra sintomi e stadio della malattia anche se i sintomi, particolarmente negli stadi più precoci della malattia, possono essere completamente assenti.

….anche donne con impianti endometriosici profondi e diffusi possono non presentare sintomi (anche se più’ raramente) e quindi non c’e’ alcuna regola matematica che ci aiuti ad interpretare quanto l’endometriosi sia diffusa dentro di noi.
L’unico modo rimane eseguire una laparoscopia per appurare “ dal vivo” cosa sta succedendo, ma di questo parlerò prossimamente.

Ritorniamo ai nostri stadi ..come ho detto sono quattro:

Stadio 1: GRADO DI MALATTIA MINIMA con pochi impianti superficiali

Stadio 2: GRADO DI MALATTIA LIEVE con più impianti leggermente più profondi

Stadio 3: GRADO DI MALATTIA MODERATA con molti impianti profondi e cisti endometriosiche su una o entrambe le ovaie e alcune aderenze sottili e tenaci

Stadio 4: GRADO DI MALATTIA GRAVE CON MOLTI IMPIANTI PROFONDI e voluminose cisti endometriosiche su una o entrambe le ovaie e alcune aderenze tenaci talvolta con il retto che aderisce alla faccia posteriore dell’utero

Beh..per oggi basta,che ne dite?
Rilassiamoci e ricordate …..


Vi aspetto per un the !
Chicca

Bentornati!
Come state oggi?
Perché faccio questa domanda?
A molti sembrerà una domanda banale, ma, per chi ha l’endometriosi non è cosi’ scontato stare bene..anzi…
Già … come vi ho detto ieri sprofondata tra i cuscini, ho l’endometriosi.
Per chi non conoscesse questa malattia e avesse voglia di leggere un po’, ecco qualche spiegazione:
intanto spieghiamo da dove deriva la parola endometriosi…e’ un termine che deriva da endometrio che è la mucosa che riveste l’utero e che ogni mese viene espulsa con la mestruazione.
In alcune donne, questa mucosa comincia a crescere anche al di fuori dell’utero ovvero sulle ovaie, sulle tube, sulla vescica, sugli ureteri e sull’intestino e anche, sebbene con minor frequenza, su polmoni e diaframma.
Questi impianti di tessuto, detti focolai, si comportano proprio come se fossero nell’utero, in altre parole, sottoposti alle stimolazioni ormonali, crescono e sanguinano mensilmente, ma il sangue, non potendo fuoriuscire dal corpo, rimane incapsulato e si raccoglie sotto forma di cisti.
Inoltre il sanguinamento ciclico infiamma il peritoneo e favorisce la formazione di aderenze.
Le aderenze sono formazioni di tessuto fibroso che possono inglobare gli organi o creare, nel caso dell’endometriosi, forti adesioni tra i visceri addominali e il peritoneo che è la superficie interna dell’addome.
Ci siete ancora o vi siete addormentati sul mio tappeto ??? Ehi….non fate scherzi !!!

Chi è rimasto sveglio gradirebbe un po’ di cioccolatini?

Mi raccomando…se siete donne e avete l’endometriosi non mangiatene troppi perché pare facciano male, ma questo ve lo spiegherò meglio un’altra volta anche perché adesso devo salutarvi …